11 Mar 2013 @ 10:41 AM 

Dal Papa in elicottero allo IOR in mano a produttori di armi,  dai cardinali in mercedes a quelli che si rifiutano di rispondere sul dramma pedofili: si direbbe che la chiesa ce la stia mettendo tutta per allontanarsi dalla gente.  Provo a chiedermi dove abbia origine quest’allontanamento dagli stessi principi che insegna da sempre, e non riesco a trovare una risposta.

Di questo passo il cattolicesimo è destinato ad implodere. A meno che non avvenga l’elezione di un Papa veramente rivoluzionario, capace di imprimere un rinnovamento profondo a questa chiesa, bisognosa di essere ripulita di quei mercanti nati tra le sue stesse mura.

I credenti, la gente tutta ha bisogno di segnali forti, di un ritorno a quella semplicità che contraddistingue gli insegnamenti di Cristo. Alla solidarietà vera, alla coerenza nei principi, all’umiltà e al rifiuto del superfluo. Specie di questi tempi, così incerti e nebulosi che ci troviamo a vivere.

Tifo allora per il cardinale-frate e per quello che si sposta in bicicletta. Questi si che interpretano il vangelo!

Diversamente, non oso pensare quale comportamento adotterebbe la chiesa, nell’ipotesi di un ritorno di Gesù sulla terra.

Temo che la croce sia di nuovo pronta…

 

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 17 Mar 2013 @ 06:00 PM

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 26 Gen 2013 @ 7:40 PM 

Nessuna riduzione del numero di parlamentari
Nessuna riduzione al loro stipendio
Nessuna nuova legge elettorale
Nessun taglio ai rimborsi elettorali
Nessun taglio alle auto blù
Nessuna dimissione in caso di indagini in corso
Nessuna Tobin Tax sulle transazioni finanziarie
Nessun accordo con la Svizzera – come fatto da Austria e Germania – per il rientro di capitali esportati
Nessun incentivo all’occupazione
Dulcis in fundo – si fa per dire – Nessuna tassa sui grandi patrimoni
In compenso:
Aumento delle tasse ai lavoratori
Aumento del prelievo in busta paga
E cosa più grave: Aumento inarrestabile del debito pubblico

Con che faccia la casta, può ancora chiederci di recarci al voto?
Qualcuno di loro, sa trovare argomenti validi per rispondere?

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 30 Gen 2013 @ 04:03 PM

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 27 Ott 2012 @ 10:31 AM 

Il crollo del PIL, l’aumento dello spread, il rialzo dei tassi, la manovra aggiuntiva, il monito della BCE. i capitali scudati, gli Edge Found, il programma di bilancio, le carenze strutturali, i paradisi fiscali, il rischio default, la crisi economica, la moneta unica, il governo tecnico, i private equity, le banche d’investimento, i Bund tedeschi, la ripresa produttiva, le emissioni di BTP, la finanza globale, il rendimento dei BOT….: tutto questo, mi chiedo, cosa ha ancora a che fare con l’uomo, la persona, l’essere umano dotato ancora di sogni e aspirazioni?
Volendo dare ascolto ai proclami di chi ci governa, e alla sequela di termini che rovesciano su di noi ogni giorno, giornali e tivù – e che sta ormai nauseando anche i più navigati in materia – si direbbe che Finanza e Libero Mercato siano i soli fondamenti che il nostro vivere inquieto riesce  a  considerare. Gli unici pilastri in grado di sorreggere le fragili società occidentali e che per questo possano arrogarsi il diritto di condizionare totalmente le esistenze dei cittadini.
Sembra infatti che diritti acquisiti e aspirazioni legittime, su cui fino a ieri ognuno di noi poteva contare e che godevano della vetta nella classifica personale dei valori, stiano perdendo precipitosamente posizioni. Anzi, da ogni parte, sempre più numerose cassandre vogliono farci credere che per la loro esigua importanza, vadano  tranquillamente parcheggiati nel dimenticatoio.
Questo non tanto – e non solo – per la generalizzata mancanza di risorse che arriva a minare la sostenibilità di assistenza sanitaria, istruzione, e previdenza. Servizi e tutele insomma, che i governi veramente democratici, ritengono ancora fondamentali e irrinunciabili.
Ma anche e specialmente perchè, a mio parere, è  la società tutta – condizionata dalla globalizzazione estrema – ad aver perso di vista se stessa, dimenticando sulla strada del ”profitto ad ogni costo” quei valori che erano i suoi primi e veri fondamenti: la solidarietà, la tolleranza, l’altruismo.
Purtroppo succede che, quando un governo – come quello che gli italiani devono  accettare  - ha nel proprio vocabolario solamente termini tecnici ed economici, e nelle sue volontà la tutela di banche e finanziarie, piuttosto che quella delle persone, questo non può che andare a discapito del benessere degli stessi cittadini.
E risulta oltremodo inaccettabile che enti puramente economici e finanziari – per giunta non eletti dai cittadini – quali Fondo monetario e Banca mondiale, possano condizionare i governi, imporre regole e stabilire nuovi canoni per la vita delle persone.
Ogni buon governo – ma anche il singolo cittadino – dovrebbe invece trovar la forza di ribellarsi alle leggi  imposte dalla finanza e dal mercato globale, sforzandosi di rimettere ordine nelle proprie priorità. Riscoprendo magari l’importanza e la necessità di una rinnovata qualità della vita,  riconsiderando nuovamente e ancora l’essere umano come il centro di tutto, con proprie esigenze e legittime aspirazioni, ad una vita che possa dirsi serena e protetta.
Certo, saranno necessari la volontà e il contributo di tutti, ma solo in questo modo sarà possibile  aspirare alla costruzione di un una società diversa, più equa e meno disparitaria.

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 27 Ott 2012 @ 10:31 AM

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 13 Ott 2010 @ 1:01 PM 

In una vita, una ragione, una festa,
è solo un tratto del poco che resta

perchè l’amore che doni non basta
quando l’indifferenza ogni voce sovrasta

quando l’aurora le sue ali dischiude
porge il suo afflato con le mani ignude

Se la parola ha più peso di un gesto
apri al silenzio non rimane che questo

come su un foglio di segni ancor bianco
lascia il tuo muovere cessare, ormai stanco

ma se un appello dal tuo cuore affiora
un diverso cammino si profila, e ancora

insisti se puoi negli slanci d’amore.
non ti curar delle ferite e il dolore

tra le onde nascoste giungerà una carezza
un vento caldo farà sentir la sua brezza

diaframmi

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:18 PM

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 12 Giu 2010 @ 11:19 AM 

Oggi mi sento altruista. Per una volta voglio impormi un minimo di umana  comprensione  ad  una parte del mio prossimo. Quella che per alcuni aspetti, appare decisamente più disagiata e carente di altre.
Voglio infatti farmi partecipe e solidale, verso tutti coloro che quotidianamente devono affrontare, nel tragitto casa-lavoro, il disagio delle aspre mulattiere di montagna o le insidie delle dune del deserto, oppure ancora le asperità dei nostri scoscesi canyon.
Per non parlare delle autentiche prove di sopravvivenza cui sono costretti coloro che devono guadare torrenti in piena, oppure attraversare oscure e limacciose paludi, o anche soltanto….pozzanghere nel cortile di casa.
Parlo naturalmente dei possessori di gipponi fuoristrada o di SUV (Sport Utility Vehicles – perchè in inglese si sa, è molto più scic!). Di quei macchinoni insomma, tanto grandi e inquinanti quanto inutili, che stanno invadendo, sulla scia di una moda importata dall’America le nostre strade, ahimè diversamente dalle highways di quel paese, strette e intasate fino al collasso. Strade che occorre tuttavia riconoscere sono asfaltate nella loro totalità, fin quasi all’ingresso di casa ed in gran parte liscie come un biliardo.
Probabilmente noi che viaggiamo su auto più piccole, ecologiche e compatibili con l’ambiente, non arriviamo ad essere consapevoli di quali insidie e difficoltà si nascondano sul vialetto di casa. Di quante e quali aiuole non si possano superare se non con una rabbiosa accellerata. Di quei parcheggi possibili solamente azzannando con due ruote una fetta di marciapiede.

Tornando quindi con i piedi per terra mi sembra ragionevole affermare che l’unica utilità derivante dal possesso di auto di questo tipo – unicamente a vantaggio dei loro proprietari – sia quella di poter ostentare arroganza e il diritto di abusare degli spazi altrui. Oppure no. Forse a qualcuno potrà bastare il fatto di ritrovarsi seduti mezzo metro più in alto a fianco di poveri tapini incolonnati al semaforo e godere di quel senso di onnipotenza che tali veicoli sembrano avere come accessorio di serie.

Del resto, al di là di una mera ostentazione e di un eccesso di esibizionismo, quale altra ragione può stimolare l’acquisto di un simil-autocarro, scomodo e rumoroso, del peso di un carrarmato, che consuma come un aereo, e come tale necessita di una scaletta per salirci?

Forse un diversa affermazione sociale che possa servire a sollevare un ego perennemente frustrato. O più probabilmente qualche nascosta carenza sessuale. O ancora, atavici ed irrisolti problemi affettivi.
Oggettivamente sembrano queste le uniche ragioni che possono spingere a munirsi di SUV.

Non sicuramente il buon senso.

enorme

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 01:17 PM

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 30 Apr 2010 @ 10:27 AM 

I governi e le nazioni, i potenti del mondo insieme all’O.N.U. si interrogano periodicamente su come e cosa il Nord del mondo possa fare per il Sud povero e emarginato.
Nonostante gli sforzi di governi illuminati da una parte e aiuti concreti e collaborazioni di sviluppo dall’altra, il divario economico tra Occidente e Africa continua ad allargarsi. Il neocolonialismo e il neoliberismo imperante impongono quindi alle nostre coscienze vere e proprie “restituzioni”.

E’ giunto il momento in cui noi tutti, singoli cittadini, governi o istituzioni, dobbiamo sforzarci di affrontare il problema, domandandoci quale possa essere il modo più giusto e breve per restituire al Sud del mondo le tante risorse e le ricchezze usurpate nel corso dei secoli: dal petrolio ai diamanti, dall’oro al silicio, dal cotone al cacao.
Ogni giorno che passa infatti il nostro benessere aumenta, costantemente presi come siamo, dal bisogno di consumare e di accumulare, circondati da tanti beni materiali e virtuali – spesso inutili – che rendono piacevole la nostra vita, mentre 17.000 – DICIASSETTEMILA ! – bambini muoiono OGNI GIORNO ancora per fame, mancanza d’acqua e malattie.
Il guaio è che purtroppo tutto questo ancora non basta: il 20% del mondo, quello occidentale, è ormai arrivato a consumare più dell’80% delle risorse disponibili, lasciando alla maggioranza della popolazione soltanto le briciole del restante magro 20%.
Una situazione insostenibile, che non può continuare con queste modalità e che finisce per alimentare contrasti politici, emergenze ambientali ed economiche, oltre a fornire motivazioni alle frange terroristiche.

Mentre a questo nostro mondo occidentale, in crisi ma ancora ricco e opulento – e forse ancor più insoddisfatto – si affacciano prepotentemente alla ribalta nuove economie, come quella cinese e indiana, il continente africano rimane in stallo, senza alcuna prospettiva di crescita.

Dalla presa di coscienza di una simile realtà possono assumere un nuovo corso le relazioni internazionali.
Oggi come non mai s’impone ai paesi ricchi il “dovere della restituzione” alle genti del sud, specie di quell’Africa depredata e impoverita nei secoli.
africa

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:04 PM

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 31 Mar 2010 @ 10:13 AM 

Addio fedele compagna di metallo.
Quanta strada percorsa insieme!
Quanti chilometri di speranze macinati senza sosta.
Quanti litri di emozioni emulsionati alla benzina, nel tuo “Fire-milledue-sedici valvole”
E pioggia scrosciante o sole accecante, dal tuo parabrezza.
E giorni freddi e notti bollenti cuciti nei tuoi sedili.
Mentre davanti agli occhi scorrevano paesaggi da fiaba, oppure strade sconnesse e infangate od ancora autostrade intasate.
Emozioni irripetibili, sorrisi amari e dolci pianti impressi come codici indelebili sui cristalli o nascosti per sempre tra le fessure delle tue lamiere.
Quale incerto destino ti attenderà ora? Quale nuovo orizzonte ti si presenterà oltre la porta di quel concessionario a cui ti ho lasciato in consegna?
Ho avvertito il cuore stringersi nel dover lasciare il volante alle mani di quel venditore che – ignaro di quanto “vissuto” celasse il tuo abitacolo – ti ha parcheggiata in un angolo, insieme a tante altre auto, al pari di una anonima merce di scambio.

Chissà su quale strada macinerai chilometri d’ora in avanti? Perchè ne sono convinto di strada ne farai ancora parecchia.
E per te non avrà importanza se saranno i boschi della Lituania o le colline della Macedonia a sollecitare la tua meccanica: scalderai il motore come fosse il tuo cuore e nuovamente sarai pronta e disponibile al dovere.
Del resto le distanze per te non hanno mai rappresentato un problema: bastava accendere il motore, innestare la prima e si partiva, senza indugi, senza sorprese. Ogni mattino eri pronta ad una nuova avventura.

Addio dunque compagna fedele e affidabile.
Anche se siamo distanti, un po’ della tua essenza sarà sempre con me.

bravo

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:06 PM

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 19 Dic 2009 @ 12:19 PM 

“L’ Emmanuel” (Testi : Isaia 7.14,15 ; Matteo 1. 23 ) “Dio è con noi” – sta scritto – ma io, con chi sono io ?

(continua…) »

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:07 PM

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 01 Apr 2009 @ 12:35 PM 

Ho l’abitudine di scrivere le mie riflessioni con la penna biro ( e più spesso, con la matita nera di grafite che si usava un tempo) sui fogli di un quaderno, prima di digitarle sulla tastiera.
Attraverso il segno che si traccia sulla carta bianca ho la sensazione di poter esprimere concetti più profondi e incisivi,
anche se maltrattati in seguito da correzioni e cancellature varie.

(continua…) »

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:12 PM

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 23 Gen 2009 @ 12:02 PM 

L’amicizia comporta sforzi, a volte anche sacrificio verso l’Altro.
L’amicizia costa! Costa tempo, fatica e disponibilità.
Costa, specie nel momento in cui sembrano scemare gli slanci dell’iniziale conoscenza e simpatia reciproca.
Ma quanta gratificazione da un amico sincero e leale.
Sapere di potersi affacciare in uno specchio fedele, incapace di inganni, spoglio di quelle ipocrisie dettate dalle convenzioni.
E che proprio per questo a volte risulta un po’ scomodo da accettare e amare. Quando la verità arriva a disturbarci o non amiamo ammettere errori o mancanze.
Amare gli altri per amare di più noi stessi. Quando siamo capaci di spenderci per un amico, a rinunciare ad una parte di noi e donarla a chi vuole in fondo solo la nostra compagnia.

(continua…) »

Scritto da: Silvano
Ultima modifica: 13 Ott 2010 @ 04:13 PM

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